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Macron attacca sui migranti: “Italia vomitevole”. Proprio da chi ha chiuso le frontiere….

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Le parole di Macron sono destinate a suscitare diverse polemiche. Il presidente francese ha dichiarato vomitevole il Governo italiano e disumano. Assurde queste parole se si pensa da chi sono state pronunciate. In Francia per motivi di sicurezza sono in vigore le frontiere e relativi controlli. Macron dal luglio scorso ha dichiarato che i porti sono chiusi per le imbarcazioni di migranti. A Dicembre scorso, inoltre, la polizia francese era penetrata illegalmente nel territorio italiano per trascinare giù dal treno a Bardonecchia migranti diretti in Francia, fra cui una donna incinta che poi avrebbe perso il bambino. Si ricorda inoltre che è stata la Francia a dare l’avvio alla guerra in Libia anni fa per detronizzare Gheddafi ed imporre la sua influenza. Da quel momento l’instabilità libica ha creato una forte migrazione verso l’Europa.

Questo personaggio sembra quindi aver perso ogni genere di decenza. Il suo Paese, su sue direttive, non accoglie nuovi migranti dai porti ed ha chiuso le barriere interne al confine per la Francia per evitare che passino dal nostro Paese. Pensare che proprio la Francia chiede maggiore solidarietà in Europa e una maggiore collaborazione… questo ovviamente solo quando significa trarne degli evidenti vantaggi. Ma la Francia dov’era ieri quando si è chiesto ai vari Stati di farsi avanti per ospitare gli occupanti dell’Aquarius? Si è celata dietro un silenzio fino a quando non è intervenuta la Spagna. E’ evidente, quindi, che avrebbe fatto meglio a celarsi dietro il suo silenzio perché quando c’era da parlare, non è stato fatto. Nel frattempo anche la Ministra della Difesa spagnola ha rincarato la dose affermando che l’Italia potrebbe essere sanzionata per violazione del diritto internazionale. Anche qui, detto da un Paese che fino all’anno scorso aveva bloccato i porti e fino a pochi anni fa sparava agli immigrati che provavano ad entrare nella regione spagnola. Finora l’Italia, invece, ha sempre fatto il proprio dovere

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