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Draghi convince la borsa italiana. Piazza Affari (e le borse europee) vola

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Le parole della Bce e di Draghi con il comunicato che abbiamo pubblicato qui Bce, tapering da Settembre hanno convinto alla fine i mercati finanziari europei e anche quello italiano che scontava un ribasso di mezzo punto percentuale. Ma perchè i mercati hanno reagito in modo positivo, soprattutto l’Italia alla fine del QE? Gli operatori hanno soppesato in modo molto importante le parole durante la conferenza della BCE: questo è vero che terminerà a fine Dicembre il QE ma continuerà a reinvestire i soldi derivanti da titoli di Stato in scadenza in altri titoli di Stato con la stessa durata di quelli scaduti. Insomma anche se gli acquisti netti finiranno, la BCE sarà sempre uno dei più grandi acquirenti. Inoltre per un rialzo dei tassi se ne parlerà almeno dopo l’Estate ma non è detto che ciò avverrà. A questo punto gli operatori temevano addirittura un QE troncato direttamente a Settembre mentre la BCE si è comportata in maniera molto più “colomba”.

Alla fine quindi il Ftse Mib ha chiuso la sessione con un rialzo dell’1,22% a quota 22.486 punti con un Dollaro che si è rafforzato molto sull’Euro. Si capisce, quindi, anche perchè sulla borsa italiana a beneficiarne sono stati soprattutto i titoli industriali e le utilities mentre sono rimasti più penalizzati i titoli bancari. Questi ultimi hanno da guadagnare con un rialzo dei tassi per via del proprio margine di guadagno ma Draghi ha fatto intendere che questo momento non è ancora troppo prossimo. In questo contesto Intesa San Paolo ha perso lo 0,15% mentre è andata molto peggio per Unicredit che ha perso l’1,20%. Molto meglio quindi gli industriali con FCA che è riuscita a rimbalzare di oltre due punti percentuali. Bene il settore petrolifero con Saipem che ha segnato un rally del 3% mentre Ferrari ha aggiornato nuovi massimi storici oltre i 127 euro per azione. Sessione molto brillante per Enel che strappa e chiuso con un +1,92%.

Buone notizie anche sul fronte Spread fra Btp e Bund che è in calo a 232.5 punti base con il rendimento del decennale al 2,76%.

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