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Notizie Governo: l’assurda mancanza di scuse da parte della Francia. Moavero Milanesi convoca l’ambasciatore francese.

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Crisi diplomatica fra Italia e Francia. Conte valuta se annullare l’incontro ufficiale di Venerdì. Governo, Salvini: Francia si scusi.

Non accennano a placarsi le polemiche che hanno investito ieri Macron ed il suo partito. Dopo aver definito come vomitevole e disumano il Governo italiano ( si veda qui: Macron e gli insulti all’Italia), non c’è stata alcuna retromarcia sulle dure parole usate. Peccato, un’occasione persa: come ieri ricordato dallo stesso Salvini, la Francia lo scorso anno si era impegnata a prendere circa 7 mila rifugiati arrivati in Italia mentre effettivamente ne ha importati solo 300. Come già detto ieri, l’occasione per tacere non è stata sfruttata… probabilmente la Francia ha paura che la prossima ad essere chiamata a prendere una nave respinta dal porto italiano.

Se ieri era il momento di tacere, quindi, oggi sarebbe quello di parlare, la Francia deve scusarsi per le parole fuori luogo sul nostro Paese, considerando le mancanze sul tema immigrazione proprio da parte dei francesi. Stupiscono le parole della Francia anche per il fatto stesso che l’Italia, questa volta, ha avuto anche l’appoggio dell’Europa, per il lavoro fatto negli ultimi anni. Stupisce, quindi, che delle parole non ragionate appieno, oggi non vengano immediatamente ritirate ma anzi perduri un silenzio assordante.

Nel frattempo l’ambasciatore francese a Roma è stato convocato dal ministro degli esteri per fornire chiarimenti su un caso che sta scatenando una mezza crisi diplomatica. Lo stesso premier Conte ha criticato ampiamente Parigi e sta meditando in queste ore se annullare l’incontro ufficiale con Macron previsto per Venerdì. Salvini ha chiesto in mattinata le scuse del Governo francese affermando che se Macron farà retromarcia sulle sue esternazioni, allora sarà tutto a posto. Nel frattempo ha ricordato ironicamente che se la Francia ha tutto questo buon cuore può tranquillamente prendere i 6000 migranti che sono Italia e che secondo gli impegni firmati rimangono alla Francia da portare nel loro Paese. Una situazione in evoluzione, comunque, su cui vi terremo aggiornati.

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