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Il Governo voleva aumentare il prezzo del Diesel, poi fa marcia indietro. Ma non era previsto un taglio delle accise?

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Domenica l’indiscrezione sul Corriere Della Sera: per incentivare il passaggio a mezzi ecologici il Governo voleva tagliare gli incentivi ai Diesel ed al prezzo ridotto rispetto alla benzina, introducendo nuove accise che avrebbero portato il costo allo stesso livello, appunto, fra gasolio e benzina, il tutto ovviamente in nome della sostenibilità ecologica, e non delle ulteriori entrate per lo Stato. Ed invece no: i maggiori introiti avrebbero permesso di finanziare parte della Flat Tax. Ecco che quindi iniziano a palesarsi scenari non troppo graditi dai consumatori e che Tria aveva già espresso prima di diventare ministro dell’economia: sposta la tassazione dal lavoro ai consumi, facendo addirittura scattare l’Iva se necessario. Il problema è che una persona senza lavoro, ed il tasso di disoccupazione è molto elevato in Italia, non beneficerebbe della Flat Tax, così come i redditi più bassi ma si troverebbe a spendere di più per i beni primari. Si ricorda, inoltre, che la maggior parte dei trasporti della merce in Italia avviene su gomma con veicoli Diesel. Un incremento dei prezzi si tradurrebbe semplicemente in prodotti alimentari, e non solo, più cari. Ovviamente in questo caso si tratta solo di un pretesto per finanziare la Flat Tax ma nel contempo è stata avviata una vera e propria crociata contro i Diesel.

Per città come Milano dal 2025 nessun Diesel potrà più circolare, ne abbiamo parlato qui Auto a Gasolio a Milano, vietate dal 2025  e dall’inizio del 2019 non potranno più circolare Euro 3 ed Euro 4, in tutta la città, non solo in zona denominata Area C. Un disastro che costringerà lavoratori a comprare un nuovo veicolo per potersi recare al lavoro. Una crociata ingiustificata visto che gli ultimi Euro 6B inquinano meno di molte auto meno recenti a benzina e se si pensa che alla fine un’auto elettrica non è proprio ecologica in quanto l’energia per ricaricarla e lo smaltimento delle batterie quando sarà dismessa alla fine inquinano quanto viaggiare per 10 anni con un’auto a benzina moderna, secondo alcune ultime ricerche. Ma tornando al Governo: il ministro dell’ambiente si è affrettato a smentire: lo scopo è incentivare l’acquisto di veicoli elettrici e non punire i Diesel. Ovviamente è possibile che tuttavia l’opzione sia ancora sul tavolo del ministro delle infrastrutture. Ma le accise non dovevano diminuire di 20 centesimi secondo il contratto? Ne avevamo parlato qui: taglio accise . Aumentare, invece che diminuire, il costo del Diesel, quindi, che tra l’altro con gli ultimi rialzi è il più caro d’Europa, sarebbe un clamoroso autogol.

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